domenica 3 ottobre 2021

Pani nel mondo: Chamucos (Messico)

Chamucos Messico

Un giorno la nostra Cuochina, guardando l'Atlante Geografico, è venuta fuori con una domanda da 100 punti: "Chissà com'è fatto il pane qua!" Puntando con l'indice un posto imprecisato dell'Atlante Geografico. Allora noi, le collaboratrici di sempre, siamo andate nel web alla ricerca di lievitati di altri Mondi, trovato tante ricette, lingue sconosciute che abbiamo tradotto col traduttore Google (col rischio di aver capito fischi per fiaschi) e quindi rifatte attingendo anche alle nostre conoscenze acquisite con i lievitati.
Abbiamo aderito al progetto della Cuochina sia per il nostro personale piacere che per rendere partecipi le nostre amiche cuochine che ci seguono nelle nostre scorribande culinaria da anni e anni, dell'esistenza di tantissimi modi di panificare.

Nota per chi fosse tentato/a di cimentarsi: Facendoci pervenire la foto ed il link del lievitato rifatto, provvederemo ad inserire questi dati al fondo della ricetta stessa.
Siamo liete di presentare quanto da noi trovato e replicato al meglio delle nostre possibilità
 
Oggi presentiamo:
 Chamucos Messico


Nello stato di Aguascalientes (città del Messico centro-occidentale, capitale dello stato e della contea omonimi) esiste un pane dolce molto particolare chiamato "Chamuco". Il Chamuco non è altro che Satana, il Diavolo, l'angelo caduto, Belzebù, il principe delle tenebre... In Messico questo personaggio malevolo viene chiamato con molti nomi ma amichevolmente Chamuco, il cui significato deriva dal portoghese "flamma (fiamma)".
Ci sono due luoghi in cui il chamuco ha un posto riservato molto importante nelle case messicane: uno è in un angolo del presepe di Natale da dove spiega i suoi piani malvagi per danneggiare il bambino Gesù a tutti coloro che lo adoreranno.
L'altro posto è molto più benevolo in quanto è presente nel cestino del pane per la colazione o la cena. Informazioni e ricetta elaborate da questo sito
 

Ingredienti per 10 Chamucos

Impasto
137 g di farina di frumento
30 g di zucchero raffinato
50 g di burro vegetale
62 ml di acqua
2,5 g di sale
5 g di lievito di birra fresco
3 g di cannella in polvere
Per il ripieno
150 g di farina di frumento
25 g di burro Gloria
100 g di grasso vegetale
125 g di zucchero

Preparare il ripieno con largo anticipo sbattendo il grasso vegetale, il burro morbido e lo zucchero. Quando è tutto ben amalgamato unire la farina e mescolare. Mettere in una ciotola, coprire e conservare in frigo minimo per un’ora. 

 

Impasto: mettere in una piccola ciotola l’acqua tiepida, il lievito ed un cucchiaino di zucchero tolto dal peso totale. Mescolare e lasciare da parte finché non si forma la schiuma in superficie. 

Versare la farina nella ciotola della planetaria, unire lo zucchero, il sale ed il composto acqua e lievito. Inserire il gancio a foglia e avviare. Aggiungere metà del grasso vegetale, farlo incorporare quindi aggiungere la parte rimanente.

Impastare finché il tutto è ben incorporato e si ottiene un impasto abbastanza morbido ma non appiccicoso. Unire la cannella e impastare ancora per qualche minuto. Formare una palla e lasciarla riposare per 15 minuti coperta.


Dividere l'impasto in 10 pezzi di circa 30 g l’uno, modellarli a cordoncino e unirli a cerchio e disporli sopra la placca con la carta forno.

Pesare circa 35 g di ripieno per ogni cerchio, arrotondarlo e collocarlo nel centro facendo una leggera pressione per riempire l’aerea del cerchio. 

Infornare a forno preriscaldato 170°C per 15 minuti. Togliere dal forno e non toccarli prima che si raffreddino un po', altrimenti il ripieno si rompe.

NOTE
Che sia burro vegetale oppure grasso vegetale, noi abbiamo usato burro vegetale. 


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