domenica 13 ottobre 2019

Quanti modi di fare e rifare Merluzzo con prosciutto crudo

Nel 2018 la nostra indaffarata Cuochina ha chiesto una mano alle sue aiutanti di sempre, Cuochina Anna e Cuochina Ornella, per preparare un menù speciale per Quanti modi di fare e rifare del 2019 con ricette "made in Japan (Giappone)" e "made in Norway (Norvegia)".
Tutte le ricette sono state prese da siti molto frequentati nei rispettivi Paesi ed il più delle volte sono corredate da filmati esplicativi anche se in lingua madre.

Le nostre due Cuochine hanno tradotto e preparato ognuna di queste ricette per agevolare, e dar modo di ampliare, il personale orizzonte culinario, sperando di fare cosa gradita a chi si accompagna ogni mese a noi nelle nostre scorribande in cucina sotto la bandiera di "Quanti modi di fare e rifare", ma anche a chi ci segue sui vari social, a volte anche senza che si palesi.
La nostra grande, bellissima cucina è aperta a chiunque voglia cimentarsi con noi, nel rispetto delle regole della nostra iniziativa.
Siamo felici di poter stare insieme mese dopo mese!
Ed ecco la decima ricetta di questo golosissimo menù! E' la volta di una ricetta norvegese: (Torsk med spekeskinke)  Merluzzo con prosciutto crudo  (Per rivedere la ricetta originale, cliccare qui).

Ormai siamo agli sgoccioli sia di questo Menù 2019 che di tutti i Menù della Cuochina. Tra pochi mesi finiscono gli incontri mensili iniziati il 6 febbraio 2011 con le ricette scelte e da un po' di tempo preparate dalla nostra Cuochina, l'ultima ricetta sarà (Krydra bondepiker) Strati di mele speziate che prepareremo l'8 dicembre 2019. Grazie a chi ci ha accompagnato in questa meravigliosa avventura, senza di voi non sarebbe stata possibile. Grazie di cuore!   

Breve promemoria
- La data e l'ora di pubblicazione è la seconda domenica del mese alle 9:00 ora italiana
- Il menù completo delle ricette del 2019 è qui
- Tutti i pdf possono essere sfogliati qui o richiesti all'indirizzo mail della Cuochina
- Chiediamo cortesemente di usare un titolo unico, e cioè: Quanti modi di fare e rifare XXX (titolo ricetta) oppure XXX (titolo ricetta) per Quanti modi di fare e rifare - Ed anche di farci pervenire, entro il venerdì sera precedente al nostro incontro mensile, la foto formato 800x600 oppure 600x800 ed il permalink del post relativo. Grazie!


La versione di Merluzzo con prosciutto crudo di Paola
del blog Pinkopanino

La versione di Merluzzo con prosciutto crudo di Marina
del blog Il laboratorio di Marina

La versione di Merluzzo con prosciutto crudo di Cuochina
del blog Gli amici no-blogger della Cuochina


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Il prossimo incontro con i "Quanti" sarà per il 10 novembre 2019 alle ore 9:00
con la undicesima ricetta del Menù 2019 "Ricette dal mondo"
(Buta no bara niku teri-yaki ) Pancetta di maiale teriyaki
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Come sempre ricordiamo che
ci sono i pdf con tutte le ricette dal 2011 al 2018
da sfogliare, oppure da richiedere (vedere qui)    
 e che ci possiamo incontrare su Facebook
 
e su twitter

Vi aspettiamo!



domenica 6 ottobre 2019

Quanti modi di panificare nel mondo: Pan de Muerto (Mexico)

  Pan de Muerto (Mexico)

Sarà il tempo strampalato, il buco dell'ozono, oppure l'avanzare degli anni della Cuochina, il fatto è che è super eccitata, con la testa che le fuma, piena di tante idee, vorrebbe mettere le mani in pasta in qualsiasi momento ed in ogni dove a prescindere dai risultati. Recentemente, guardando l'Atlante Geografico, è venuta fuori con una domanda da 100 punti: "Chissà com'è fatto il pane qua!" Puntando con l'indice un posto imprecisato dell'Atlante Geografico.
E allora.... l'esuberanza della Cuochina per questo progetto su chi si è riversata? Ma su di noi! Le sue collaboratrici di sempre! Abbiamo spulciato nel web alla ricerca di lievitati di altri Mondi, trovato tante ricette, lingue sconosciute che abbiamo tradotto col traduttore Google (col rischio di aver capito fischi per fiaschi) e quindi rifatte attingendo anche alle nostre conoscenze acquisite con i lievitati.
Abbiamo aderito al progetto della Cuochina sia per il nostro personale piacere che per rendere partecipi le nostre amiche cuochine che ci seguono nelle nostre scorribande culinaria da anni e anni, dell'esistenza di tantissimi modi di panificare.
Al piacere di tutti noi di farli e rifarli ogni volta che ce ne viene voglia. Queste ricette avranno la tag "Pane nel Mondo"
Nota per chi fosse tentato/a di cimentarsi: Facendoci pervenire la foto ed il link del lievitato rifatto, provvederemo ad inserire questi dati al fondo della ricetta stessa.
Siamo liete di presentare quanto da noi trovato e replicato al meglio delle nostre possibilità   

Oggi presentiamo Pan de Muerto (Mexico)
Il pane dei morti (in spagnolo "pan de muerto"), è un tipo di pane preparato in Messico nelle settimane prima della festa conosciuta come il "Giorno dei morti".
È basato su una semplice ricetta per pane dolce, che varia in base alla regione. Nel Messico centrale è di forma tonda, con pezzi che assomigliano ad ossa.
Secondo la tradizione questo pane deve essere collocato sull'altare dei morti come gesto di benvenuto. Si crede che le anime dei morti consumino l'"essenza" del cibo.
Nell'area dei "La Mixteca" il pane ha una forma umana. Viene cosparso con lo zucchero bianco per i bambini uccisi o rosso per gli adulti. (Tratto da Wikipedia)
Il Giorno dei Morti (in spagnolo "Día de los Muertos"), è una particolare festa dei defunti tipica della cultura messicana che si osserva anche nel sud-ovest degli Stati Uniti. Il Giorno dei defunti viene festeggiato anche in altri paesi latino-americani ed in Brasile come “Giorno delle Anime”, ma quelle festività non presentano radici precolombiane.
Le celebrazioni hanno luogo dal 31 ottobre al 2 novembre, nello stesso momento in cui vengono celebrate le feste cristiane di Tutti i Santi e la Commemorazione dei defunti. (Tratto da Wikipedia)

Lievitino
25 g farina di frumento (12-13% proteine)
35 ml latte tiepido
3 g lievito secco
10 g zucchero semolato
Impasto finale
225 g farina di frumento (12-13% proteine)
2 uova intere (M)
2 g sale
85 g burro
60 g zucchero
1 arancia (buccia grattugiata)
1 cucchiaino da tè acqua di fiori d'arancio
burro e zucchero semolato per la finitura

Preparare il lievitino sciogliendo la farina, lo zucchero e il lievito nel latte tiepido. Lasciarlo riposare in un luogo caldo finché non raddoppia di volume.
In una grande ciotola sbattere le uova. Aggiungere e mescolare la farina, il sale, lo zucchero e il lievitino con una spatola, fino ad amalgamare il tutto.
Distribuire nell’impasto il burro, tagliato a piccole scaglie, insieme alla buccia d'arancia grattugiata e all’acqua di fiori d'arancio. Compattare con le mani fino a formare una palla. Togliere dalla ciotola e trasferirla sul piano lavoro.
Impastare solo con le dita, sbattere sul piano lavoro e ripiegare in due l'impasto con la mano, continuare fino ad ottenere una palla liscia ed elastica.
Mettere l'impasto in un contenitore unto, coprire e lasciar lievitare in un luogo tiepido per 1 ~ 2 ore, o finché non raddoppia di volume. Degassare l'impasto e fare una piega. Rimetterlo nella ciotola unta e coprire.
Lasciare lievitare in un posto fresco, oppure in frigorifero, per circa 12 ore. Durante questo periodo è conveniente fare, almeno per due volte, delle pieghe. Togliere l'impasto dal frigorifero e appoggiarlo sul piano lavoro spolverato con poca farina.  
Dividere l'impasto in quattro parti da circa 130 g, lasciando da parte 4 piccole palline per fare le ossa decorative. Formare delle palle e metterle ben distanziate su un vassoio coperto con carta da forno o spalmato con burro.
Allungare le palline rimanenti per fare i decori a forma di osso: sul piano lavoro allungare con le dita allargate e posizionare le ossa a croce sui pani.

Coprire a campana e far lievitare fino al raddoppio. Preriscaldare il forno a 200ºC. Diminuire la temperatura del forno a 190ºC. e cuocere per 30 minuti o fino a quando i pani diventano di un colore dorato scuro.
Toglierli dal forno, spennellarli con il burro fuso e spolverarli con abbondante zucchero semolato in modo che la base sia impregnata e lo zucchero possa essere lasciato cadere attorno al pane.
Note:
- Per questa ricetta abbiamo usato mezza dose delle quantità originali.
- Se si vuole accelerare la preparazione, aumentare leggermente le quantità del lievito secco, noi abbiamo preferito allungare il tempo della lievitazione.
- La grandezza del pan de muerto non è specificata, i pani possono essere sia più piccoli che più grandi. 
- (Qui per la ricetta di riferimento)




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domenica 29 settembre 2019

Quanti modi di panificare nel mondo: Le pain de campagne sur pâte fermentée (Francia)

  Le pain de campagne sur pâte fermentée (Francia)
(Pane casereccio con pasta fermentata)

Sarà il tempo strampalato, il buco dell'ozono, oppure l'avanzare degli anni della Cuochina, il fatto è che è super eccitata, con la testa che le fuma, piena di tante idee, vorrebbe mettere le mani in pasta in qualsiasi momento ed in ogni dove a prescindere dai risultati. Recentemente, guardando l'Atlante Geografico, è venuta fuori con una domanda da 100 punti: "Chissà com'è fatto il pane qua!" Puntando con l'indice un posto imprecisato dell'Atlante Geografico.
E allora.... l'esuberanza della Cuochina per questo progetto su chi si è riversata? Ma su di noi! Le sue collaboratrici di sempre! Abbiamo spulciato nel web alla ricerca di lievitati di altri Mondi, trovato tante ricette, lingue sconosciute che abbiamo tradotto col traduttore Google (col rischio di aver capito fischi per fiaschi) e quindi rifatte attingendo anche alle nostre conoscenze acquisite con i lievitati.
Abbiamo aderito al progetto della Cuochina sia per il nostro personale piacere che per rendere partecipi le nostre amiche cuochine che ci seguono nelle nostre scorribande culinaria da anni e anni, dell'esistenza di tantissimi modi di panificare.
Al piacere di tutti noi di farli e rifarli ogni volta che ce ne viene voglia. Queste ricette avranno la tag "Pane nel Mondo"
Nota per chi fosse tentato/a di cimentarsi: Facendoci pervenire la foto ed il link del lievitato rifatto, provvederemo ad inserire questi dati al fondo della ricetta stessa.
Siamo liete di presentare quanto da noi trovato e replicato al meglio delle nostre possibilità   

Oggi presentiamo
Le pain de campagne sur pâte fermentée (Francia)
(Pane casereccio con pasta fermentata)
Adattamento dalla ricetta degli Chef  Le Cordon Bleu: Le pain de campagne sur pâte fermentée (Pane casereccio con pasta fermentata)
Il pane non ha segreti per i fornai Le Cordon Bleu Chefs Bakers che ci offrono questa ricetta di pane casereccio con pasta fermentata, un classico della panetteria francese.
Da notare la bellissima treccia che adorna questo meraviglioso pane casereccio, sbuca da un lato della pagnotta.
Nella ricetta originale questi pani non sono molto grandi, il loro peso si aggira sui 350 ~ 400 g, ma noi abbiamo voluto fare un'unica pagnotta grande. Per il resto, abbiamo seguito scrupolosamente la ricetta degli Chef Le Cordon Blue.
 

Caratteristiche: Il pane casereccio è un prodotto che evoca la robustezza. La sua fermentazione è associata a un lievito madre o pasta fermentata, perché il concetto di pre-fermentazione è importante. La sua produzione prevede l'uso di una farina bise (farina integrale di grano tenero) o una miscela di diversi tipi di farine con o senza farina di segale. L'impasto viene fatto in modo da evitare lo sbiancamento della pasta (tratto da questo sito).
Ingredienti
per 250 g di pasta fermentata
18 g di lievito di birra per panetteria
90 ml di acqua fredda
8 g di sale
140 g di farina di forza
per l'impasto
8 g di lievito di birra per panetteria
325 ml di acqua fredda (controllare che questa quantità sia adatta alle farine utilizzate)
450 g di farina di forza
75 g di farina di segale
10 g di sale

Procedimento
Pasta fermentata: diluire il lievito di birra in acqua fredda con una frusta. Aggiungere la farina e il sale. Impastare per 10 minuti tutti gli ingredienti insieme. Coprire la ciotola con un involucro di plastica e conservare in frigorifero (a 5 ° C) durante la notte. 
Noi l'abbiamo fatta la mattina alle 6:00 e tenuta in frigo fino alle 14:00 circa, quando abbiamo iniziato l'impastato
Preparazione: mescolare il lievito di birra nell'acqua fredda con la frusta (la quantità dell'acqua è sempre subordinata all'assorbimento delle farine). Aggiungere la farina, la farina di segale, la pasta fermentata e mescolare a mano o con una spatola fino ad ottenere un impasto liscio.
Mettere l'impasto nella ciotola di una planetaria ed impastare con il gancio a bassa velocità, mescolare gli ingredienti per 4 minuti, quindi passare alla velocità media per 6 minuti. Travasarlo in una ciotola leggermente unta. E' possibile anche impastare a mano.
Prima lievitazione: coprire la ciotola con un panno e lasciar riposare l'impasto a temperatura ambiente fino a quando non sarà raddoppiato di volume: 1 ora ~ 1 ora e 30 minuti circa.
Puntatura: travasare l'impasto sul piano di lavoro infarinato, lasciarlo riposare per 15 minuti a temperatura ambiente in modo che l'impasto si rilassi.
Pirlatura: con le due mani effettuare un movimento rotatorio su se stesso del panetto, strofinandolo sul piano lavoro. 
Quindi, con un matterello, spianare leggermente una estremità dell'impasto per ottenere una coda. Dividerla in tre strisce e formare la treccia. Con un pennello, spennellare i lati della treccia con un po' di olio d'oliva. 
Dopo aver bagnato leggermente il centro della calotta superiore della pagnotta con un po' d'acqua, usando un pennello, fissare la treccia allineandola bene.
Seconda lievitazione: lasciare riposare da 45 minuti a un'ora a temperatura ambiente.
Preriscaldare il forno a 240°C ~ 250°C.
Prima di cuocere, pirlare leggermente la pagnotta, posizionarla in una teglia ricoperta da carta forno e cospargerla con un po' di farina.
 Cuocere per circa 30 minuti o fino a quando è ben cotto.




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domenica 8 settembre 2019

Quanti modi di fare e rifare Ramen freddi con petto di pollo e peperoni verdi

Nel 2018 la nostra indaffarata Cuochina ha chiesto una mano alle sue aiutanti di sempre, Cuochina Anna e Cuochina Ornella, per preparare un menù speciale per Quanti modi di fare e rifare del 2019 con ricette "made in Japan (Giappone)" e "made in Norway (Norvegia)".
Tutte le ricette sono state prese da siti molto frequentati nei rispettivi Paesi ed il più delle volte sono corredate da filmati esplicativi anche se in lingua madre.

Le nostre due Cuochine hanno tradotto e preparato ognuna di queste ricette per agevolare, e dar modo di ampliare, il personale orizzonte culinario, sperando di fare cosa gradita a chi si accompagna ogni mese a noi nelle nostre scorribande in cucina sotto la bandiera di "Quanti modi di fare e rifare", ma anche a chi ci segue sui vari social, a volte anche senza che si palesi.
La nostra grande, bellissima cucina è aperta a chiunque voglia cimentarsi con noi, nel rispetto delle regole della nostra iniziativa.
Siamo felici di poter stare insieme mese dopo mese!
Ed ecco la nona ricetta di questo golosissimo menù! E' la volta di una ricetta giapponese: (Niwatori mune niku to pīman no hiyashi chūka) Ramen freddi con petto di pollo e peperoni verdi    
(Per rivedere la ricetta originale, cliccare qui

Breve promemoria
- La data e l'ora di pubblicazione è la seconda domenica del mese alle 9:00 ora italiana
- Il menù completo delle ricette del 2019 è qui
- Tutti i pdf possono essere sfogliati qui o richiesti all'indirizzo mail della Cuochina
- Chiediamo cortesemente di usare un titolo unico, e cioè: Quanti modi di fare e rifare XXX (titolo ricetta) oppure XXX (titolo ricetta) per Quanti modi di fare e rifare - Ed anche di farci pervenire, entro il venerdì sera precedente al nostro incontro mensile, la foto formato 800x600 oppure 600x800 ed il permalink del post relativo. Grazie!


Le nostre realizzazioni di  
(Niwatori mune niku to pīman no hiyashi chūka) 
 Ramen freddi con petto di pollo e peperoni verdi 
La versione di Ramen freddi con petto di pollo e peperoni verdi di Cuochina Anna
del blog C'è di mezzo il mare

del blog Gli amici no-blogger della Cuochina



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Il prossimo incontro con i "Quanti" sarà per il 13 ottobre 2019 alle ore 9:00
con la nona ricetta del Menù 2019 "Ricette dal mondo"

(Torsk med spekeskinke)  Merluzzo con prosciutto crudo
 (Ricetta norvegese pubblicata il 30-09-2018)


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Come sempre ricordiamo che
ci sono i pdf con tutte le ricette dal 2011 al 2018
da sfogliare, oppure da richiedere (vedere qui)    
 e che ci possiamo incontrare su Facebook
 
e su twitter

Vi aspettiamo!








domenica 1 settembre 2019

Quanti modi di panificare nel mondo: Pan blandito colombiano

Pan blandito colombiano

Sarà il tempo strampalato, il buco dell'ozono, oppure l'avanzare degli anni della Cuochina, il fatto è che è super eccitata, con la testa che le fuma, piena di tante idee, vorrebbe mettere le mani in pasta in qualsiasi momento ed in ogni dove a prescindere dai risultati. Recentemente, guardando l'Atlante Geografico, è venuta fuori con una domanda da 100 punti: "Chissà com'è fatto il pane qua!" Puntando con l'indice un posto imprecisato dell'Atlante Geografico.
E allora.... l'esuberanza della Cuochina per questo progetto su chi si è riversata? Ma su di noi! Le sue collaboratrici di sempre! Abbiamo spulciato nel web alla ricerca di lievitati di altri Mondi, trovato tante ricette, lingue sconosciute che abbiamo tradotto col traduttore Google (col rischio di aver capito fischi per fiaschi) e quindi rifatte attingendo anche alle nostre conoscenze acquisite con i lievitati.
Abbiamo aderito al progetto della Cuochina sia per il nostro personale piacere che per rendere partecipi le nostre amiche cuochine che ci seguono nelle nostre scorribande culinaria da anni e anni, dell'esistenza di tantissimi modi di panificare.
Al piacere di tutti noi di farli e rifarli ogni volta che ce ne viene voglia. Queste ricette avranno la tag "Pane nel Mondo"
Nota per chi fosse tentato/a di cimentarsi: Facendoci pervenire la foto ed il link del lievitato rifatto, provvederemo ad inserire questi dati al fondo della ricetta stessa.
Siamo liete di presentare quanto da noi trovato e replicato al meglio delle nostre possibilità   

Oggi presentiamo
Pan blandito colombiano
Il settore della panificazione raggiunge la Colombia nei primi anni del XVI secolo, durante l’insediamento spagnolo, dando inizio a nuovi incroci culinari.
A quel tempo gli indiani mangiavano mais e lo usavano per preparare pane di mais, zuppe, tamales..Con l'arrivo degli spagnoli un altro cereale sconosciuto, ma molto consumato in Europa, viene introdotto in queste terre: il grano. Da quel momento, i semi importati e piantati in diverse regioni del paese iniziarono a dare ottimi risultati... Informazioni da questa fonte
Il pan blandito, anche se non è un pane tradizionale colombiano, è diventato molto famoso tanto che viene venduto in ogni negozio o panetteria in tutto il paese.
Spesso viene farcito con formaggio e prosciutto oppure al naturale spalmato di burro. Ricetta elaborata da questo sito

Ingredienti per circa 8 pani:
240 ml di acqua tiepida
7 grammi di lievito secco o 20 grammi di lievito di birra fresco
3 cucchiai e 1/4 di zucchero
3 cucchiai di burro senza sale fuso
480 grammi di farina di forza
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaio di olio (per oliare la ciotola e l'impasto)
1 uovo sbattuto 

Riempimento facoltativo (noi abbiamo usato mozzarella)


In una ciotola mescolare acqua tiepida, il lievito e 1/4 di cucchiaino di zucchero e lasciare riposare 10 minuti fino a quando non si vedono le bolle. Aggiungere il burro e mescolare bene. In altra ciotola mescolare la farina, il sale e 3 cucchiai di zucchero e mescolare un po'.
Versare la miscela con il lievito nella ciotola della planetaria, aggiungere la farina e impastare finché non si ottiene un impasto, morbido, liscio ed elastico. Formare una palla e metterla in una ciotola con un po' di olio.

Coprire con la pellicola e lasciare raddoppiare il volume, circa 1 ora.

Trascorso questo tempo dividere l'impasto in 8 pezzi uguali e formare delle palline. Allungare le palle con un mattarello fino a quando sono spesse mezzo centimetro. 

Mettere un po' di riempimento, lasciando circa 2 dita in alto e 1 su ciascun lato e arrotolate partendo dall'alto per fare i pani.

Arrotolare e posizionare con la parte finale sotto, sopra una teglia con carta da forno, quindi coprire e far lievitare un'ora.
Poco prima di infornarli pennellare con uovo sbattuto.
Infornare a forno preriscaldato a 180°C per 15 o 20 minuti finché non diventano dorati. Lasciare raffreddare sopra una griglia.



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