domenica 15 maggio 2022

Pani nel mondo: Cuchaule (Svizzera)

Cuchaule, Canton di Friburgo, Svizzera

Un giorno la nostra Cuochina (la mascotte di questo blog), guardando l'Atlante Geografico, è venuta fuori con una domanda da 100 punti: "Chissà com'è fatto il pane qua!" Puntando con l'indice un posto imprecisato dell'Atlante Geografico. Allora noi: Anna, Ornella e Nadia, le collaboratrici di sempre, siamo andate nel web alla ricerca di lievitati di altri "Mondi", trovato tante ricette, lingue sconosciute che abbiamo tradotto col traduttore Google (col rischio di aver capito fischi per fiaschi) e quindi rifatte attingendo anche alle nostre conoscenze acquisite con i lievitati. 
Noi ci siamo divertite molto sia a cercare che a realizzare alcune delle innumerevoli ricette che invadono il web.
 
Nota per chi fosse tentato/a di cimentarsi: Facendoci pervenire la foto ed il link del lievitato rifatto, provvederemo ad inserire questi dati al fondo della ricetta stessa.


Siamo liete di presentare quanto da noi trovato e replicato al meglio delle nostre possibilità

Oggi presentiamo:
Cuchaule, Canton di Friburgo, Svizzera
 
La cuchaule è un pane dolce tipico del cantone di Friburgo, in Svizzera. Le sue origini risalgono al XVI secolo ed è una specie di brioche al latte a cui viene aggiunto dello zafferano, che le conferisce un colore giallo. Anche se si trova in commercio tutto l’anno, la cuchaule si usa mangiare durante la festa di Bénichon in autunno, accompagnata con la senape di Bénichon.

La festa di Bénichon, durante il XV secolo durava tre giorni ed era ricca di pasti, giochi e balli. Successivamente divenne la festa del raccolto e della discesa delle mandrie dall’alpeggio, quindi si svolge nel periodo autunnale. La mostarda di Bénichon è anch’essa una specialità del cantone di Friburgo. Si tratta di una "marmellata di spezie" agrodolce, a base di farina di senape, farina di fiori, vino bianco, "vino cotto", zucchero candito e acqua. Il composto è aromatizzato con cannella, anice stellato e chiodi di garofano.
Esistono versioni più o meno dolci, più o meno piccanti. Informazioni da Wikipedia e ricetta elaborata da questo sito.
 
 
Ingredienti per 4 persone
450 g farina
250 ml latte
10 g lievito di birra fresco oppure 3 g lievito di birra secco
zafferano q.b. (noi ne abbiamo usato 3 bustine da 0,1grammi, vedere NOTE in fondo)
62 g di zucchero
62 g di burro
7 g di sale
 
Per iniziare togliere il burro dal frigo e tenerlo a temperatura ambiente in modo che si ammorbidisca.
Setacciare la farina e metterla nella ciotola della planetaria.
Sciogliere nel latte tiepido prima il lievito, quindi lo zafferano e versarlo nella ciotola con la farina, unire lo zucchero e avviare.
In base alla forza della farina, potrebbe essere necessario aggiungere un goccio di latte se l’impasto è eccessivamente duro.
Unire il burro un po’ alla volta facendolo incorporare perfettamente all’impasto quindi per ultimo unire il sale. Impastare ancora finché non si ottiene un impasto liscio ed elastico.
Formare una palla e trasferire in una ciotola leggermente imburrata.

Coprire con la pellicola e far lievitare, in luogo caldo, fino al raddoppio. Ci potrebbero volere più di due ore, dipende dalla temperatura di lievitazione.

Sgonfiare l’impasto e dividerlo in due parti uguali, arrotondarle e far lievitare, sempre in un luogo caldo, fino al raddoppio.
 
 
Preriscaldare il forno a 180°C.
Sbattere l’uovo con un po’ di sale e non appena i pani hanno raggiunto la lievitazione spennellarli e con una lametta o coltello affilato, incidere la superficie, come nelle foto. 

 

 

Infornare e cuocere per circa 30 - 35 minuti o più se il pane lo richiede. Se si colora troppo la superficie durante la cottura, spostare la placca del forno di una tacca più in basso

NOTE: 
- La ricetta originale prevede l'uso di 50  g di lievito, noi ne abbiamo usato 1/5 e aumentato il tempo di lievitazione.
- Per conferire al pane un bel colore giallo abbiamo usato 3 bustine di zafferano. Oltre al colore abbiamo ottenuto un gusto molto marcato di zafferano. Per cui se ne può usare meno se non piace.
Si può sostituire con pistilli di zafferano.


***************************************
***************************************
 
 

domenica 1 maggio 2022

Pani nel mondo: Glass Bread - Pan de cristal (Barcellona)

Glass Bread - Pan de cristal (Barcellona) 
 
Un giorno la nostra Cuochina (la mascotte di questo blog), guardando l'Atlante Geografico, è venuta fuori con una domanda da 100 punti: "Chissà com'è fatto il pane qua!" Puntando con l'indice un posto imprecisato dell'Atlante Geografico. Allora noi: Anna, Ornella e Nadia, le collaboratrici di sempre, siamo andate nel web alla ricerca di lievitati di altri "Mondi", trovato tante ricette, lingue sconosciute che abbiamo tradotto col traduttore Google (col rischio di aver capito fischi per fiaschi) e quindi rifatte attingendo anche alle nostre conoscenze acquisite con i lievitati.
Noi ci siamo divertite molto sia a cercare che a realizzare alcune delle innumerevoli ricette che invadono il web.
 
Nota per chi fosse tentato/a di cimentarsi: Facendoci pervenire la foto ed il link del lievitato rifatto, provvederemo ad inserire questi dati al fondo della ricetta stessa.


Siamo liete di presentare quanto da noi trovato e replicato al meglio delle nostre possibilità

Oggi presentiamo:
Glass Bread - Pan de cristal (Barcellona)
Pan de cristal è stato creato da Jordi Nomen nel 2004 a Barcellona. Apparentemente è nato perché era stanco di sentire che la mollica di pane ingrassa. Così ha deciso di creare una mollica di pane leggera e ariosa. Per fare questo ha lavorato su un impasto con un'alta percentuale di idratazione che permettesse di ottenere una mollica molto alveolata e non la solita mollica densa e compatta.
Jordi Nomen non solo ha ottenuto ciò che voleva, ma ha anche creato un pane che è diventato una vera prelibatezza.
È un pane dalla crosta sottile e molto croccante, con una mollica quasi inesistente perché ha un gran numero di alveoli che lo rende molto morbido. Sembra che il modo migliore di mangiare il pan de cristal sia con pomodoro e prosciutto iberico, perché questo pane fa esaltare il sapore della carne.
Al giorno d'oggi, questa varietà di pane può essere acquistato solo in un numero limitato di esercizi commerciali di Barcellona. A quanto pare la ricetta originale è tenuta segreta per questo il pane arriva precotto nei panifici dove viene finito di cuocere per essere venduto al pubblico.
Grazie alla sua fama, molti fornai hanno lavorato su alcune ricette per capire la formula del pan de cristal e ne esistono già diverse versioni. Una di queste è la presente versione
(Ricetta e presentazione elaborate da questo sito)
 
Ingredienti
400 g di farina forte o farina Manitoba
400 g di acqua
1,7 g di lievito secco
8 g di sale
10 g di olio d'oliva

PRIMO GIORNO:

Impastare a mano tutta la farina con 310 g di acqua. Tenere da parte il resto dell'acqua. Mescolare fino a quando la farina è tutta bagnata, possono volerci circa 2 minuti. Coprire con pellicola o con una cuffia per doccia e fare l'autolisi per 2 ore.
Trascorso questo tempo, travasare l'impasto ottenuto nella ciotola della planetaria e, usando il gancio a foglia, incorporare a velocità sostenuta il lievito secco sciolto in 15 g di acqua presa dagli ingredienti.
Quindi, sciogliere il sale in altri 15 g di acqua ed unire all'impasto. Aggiungere ancora 15 g di acqua sempre impastando.
A questo punto l'acqua incorporata all'impasto ammonta a 355 g. Sostituire il gancio con quello per impasto e continuare a lavorare molto bene per ottenere un perfetto sviluppo del glutine.
Quando il glutine si sarà ben sviluppato aggiungere 10-12 g di acqua per volta, sino ad esaurimento, ed impastare fino a quando non sarà completamente integrata all'impasto. Si noterà che una volta sviluppato il glutine, l'impasto non avrà problemi ad assorbire il resto dell'acqua.
Quindi aggiungere l'olio d'oliva, farlo integrare con cura ed impastare fino a farlo diventare parte dell'impasto.
 
Fare la prima fermentazione con pieghe a spirale (coil fold)
(Breve spiegazione della "Piega a spirale": con le mani bagnate, infilarle sotto l'impasto e allungare la parte centrale verso l'alto fino a quando l'impasto non si stacca dalla ciotola. Spostarlo in avanti, permettendo all'impasto di piegarsi [o avvolgersi] su se stesso. Fare un quarto di giro e ripetere).

Ungere con olio d'oliva un tupperware o un recipiente e mettete l'impasto all'interno.

Fare una piega a spirale, coprire e lasciare riposare per 45 minuti a 24ºC. Fare un'altra piega, coprire di nuovo e lasciare riposare per altri 45 minuti.
In totale saranno 5 pieghe a spirale, una ogni 45 minuti, e dopo aver fatto l'ultima, coprire e mettere in frigo a 4ºC fino al giorno successivo.

SECONDO GIORNO
Formare il pane

Togliere l'impasto dal frigorifero e lasciarlo riposare per circa 1 ora a temperatura ambiente. Su un piano di lavoro appoggiare della carta forno e spolverarla abbondantemente di farina, travasare sopra l'impasto. È molto, molto importante manipolare correttamente l'impasto per non danneggiare la struttura e, di conseguenza, gli alveoli interni.
 
Con l'aiuto di un raschietto metallico dividere l'impasto in due parti uguali o di dimensioni il più possibile simili. Sistemare i bordi delicatamente e spolverare la superficie con della farina, coprire con un panno di cotone e lasciar riposare per 2 ore a temperatura ambiente, a circa 20ºC.

Cottura in forno.
Prima di infornare preriscaldare il forno a 250ºC con dentro una pietra refrattaria. Arrivato a temperatura, far scorrere delicatamente il pane sulla pietra refrattaria con la carta forno. Chiudere il forno e cuocere per 18 minuti con la funzione a vapore.
Diminuire la temperatura a 230°C e cuocere altri 3 minuti senza vapore. Terminare la cottura cuocendo a 230ºC ventilato per altri 5 minuti e a 200°C con la cottura a spiffero (con lo sportello del forno tenuto leggermente aperto da un mestolo di legno, in modo che il vapore possa uscire). Quest'ultima fase di cottura è molto importante per aiutare la crosta a rimanere croccante.
 
Sfornare e lasciar raffreddare completamente su una gratella.

Appunti del blogger di riferimento:
- Bisogna usare una farina con una forza di W=300 o una farina forte, anche una farina più forte potrebbe essere valida. Come la farina forte canadese. È importante utilizzare una farina con molta forza perché oltre a lavorare con un'elevata idratazione, l'impasto viene sottoposto a un lungo processo di fermentazione.
- Non tutte le farine hanno la stessa capacità di assorbimento. Se si usa una farina con forza inferiore, bisogna ridurre la quantità di acqua quando si mescolano gli ingredienti per l'autolisi. Si può sempre aggiungerne altra in seguito quando si è pronti per impastare. Bisogna ricordare una cosa: "l'impasto si rettifica sempre con l'acqua, mai con la farina".
- Non si deve tralasciare il tempo dell'autolisi, aiuta ad idratare la farina e riduce i tempi di impasto. Tra l'altro è molto benefico per l'impasto.
- Se si usa lievito fresco invece del lievito secco, è necessario aggiungere 3 volte questa quantità. In altre parole, per ogni grammo di lievito secco vengono utilizzati 3 g di lievito fresco. In questo caso sarebbero 5,1 g di lievito fresco.
- L'impasto sarà laborioso a causa dell'elevata idratazione. Non si deve aggiungere tutta l'acqua in una volta o questo passaggio sarà molto problematico. È più facile far sviluppare il glutine negli impasti con un'idratazione più moderata e poi continuare ad aumentare man mano l'idratazione. Nel mio caso il processo di impasto è durato 3 ore senza includere il tempo di riposo.
- Ritardando l'impasto in frigorifero farà prolungare questo passaggio e favorirà lo sviluppo di sapori e aromi.
- Per evitare che la crosta si ammorbidisca dopo la cottura, cuocere gli ultimi minuti con aria/convezione/ventilato+cottura a spiffero. Altrimenti l'umidità interna migrerà in superficie e, dopo qualche ora, avremo un pane coriaceo (duro).
- L'ideale è mangiare il pane lo stesso giorno in cui viene sfornato.


***************************************
***************************************





domenica 24 aprile 2022

Pani nel mondo: Taro rolls (Hawaii USA)

Taro rolls (Hawaii USA)
 
Un giorno la nostra Cuochina (la mascotte di questo blog), guardando l'Atlante Geografico, è venuta fuori con una domanda da 100 punti: "Chissà com'è fatto il pane qua!" Puntando con l'indice un posto imprecisato dell'Atlante Geografico. Allora noi: Anna, Ornella e Nadia, le collaboratrici di sempre, siamo andate nel web alla ricerca di lievitati di altri "Mondi", trovato tante ricette, lingue sconosciute che abbiamo tradotto col traduttore Google (col rischio di aver capito fischi per fiaschi) e quindi rifatte attingendo anche alle nostre conoscenze acquisite con i lievitati. 
Noi ci siamo divertite molto sia a cercare che a realizzare alcune delle innumerevoli ricette che invadono il web.
 
Nota per chi fosse tentato/a di cimentarsi: Facendoci pervenire la foto ed il link del lievitato rifatto, provvederemo ad inserire questi dati al fondo della ricetta stessa.


Siamo liete di presentare quanto da noi trovato e replicato al meglio delle nostre possibilità

Oggi presentiamo:
Taro rolls (Hawaii USA)
I rolls fatti con i tuberi di taro sono semplicemente deliziosi, molto più umidi di altri pani. Vengono serviti nei luaus (hawaiano: lūʻau, anglicizzato come "luau", sono feste periodiche o tradizionali hawaiane) che si svolgono nelle Hawaii; oltre ad essere disponibili anche in molti negozi di alimentari e panetterie.
Taro (nome di origine polinesiana), noto anche come kalo, è una delle piante originali portate, oltre 1000 anni fa, alle Hawaii dalle Isole Marchesi di Tahiti. E da allora, ancora oggi, rimane uno degli alimenti base delle diete degli hawaiani.
Taro era così importante per gli hawaiani da essere considerato un fratello maggiore della razza hawaiana. Nei racconti leggendari Taro è il primo figlio nato morto di Wākea (nella religione hawaiana Wākea, il padre del Cielo, sposa Papahānaumoku, la madre terra. I due sono considerati la coppia madre dei capi al potere delle Hawaii). Questo bambino nato morto fu sepolto vicino alla loro casa dove crebbe una pianta di taro che chiamarono Haloanaka (lungo stelo tremante). Il secondo figlio nato da Wākea e Papahānaumoku prese forma umana e fu chiamato Hāloa in onore del fratello maggiore nato morto. Hāloa è considerato il capostipite della razza hawaiana. Per questo il popolo hawaiano crede di essere strettamente imparentato con taro.
La coltivazione di taro nelle Hawaii si è sviluppata in un sistema sofisticato. I piantatori hawaiani nell'antichità coltivavano circa 300 varietà di taro (la maggior parte delle quali si distingueva per i colori su diverse parti delle foglie), ognuna di queste varietà si adattava alle condizioni e ai luoghi di crescita specifica. Gli hawaiani coltivavano varietà sia umide che aride, a seconda del clima e delle condizioni del terreno.
Taro hawaiano è oggi più versatile e può facilmente diventare il tradizionale "poi". Nelle isole viene anche trasformato in patatine (come le patatine di patate) e persino in farina che viene poi utilizzata per fare frittelle o pane. (Notizie tratte da questo sito e da Wikipedia)
 
Ingredienti per 15 rolls
600 g di farina per pane (di forza)
100 g di zucchero
4 g di lievito secco istantaneo
½ cucchiaino di sale
110 ml di latte caldo
180 g di "Poi" (vedere ricetta al piede della pagina)
1 uovo (55 g circa)
115 g di burro morbido 
poco colorante alimentare blu/rosso  (opzionale)
 
Procedimento 
In una ciotola capiente unire gli ingredienti solidi: farina, zucchero, lievito e sale. Mescolare bene il tutto e mettere da parte. 

Nella ciotola di una planetaria aggiungere 2/3 del latte caldo, "poi", l'uovo e il burro morbido. Mescolare bene usando l'accessorio a paletta. 
 
Quindi aggiungere il colorante alimentare (si può anche omettere ma in genere viene utilizzato) e mescolare fino a quando il colore non si sarà amalgamato.
Rimuovere l'attacco a paletta e sostituirlo con il gancio per impastare. Quindi aggiungere gli ingredienti solidi in 3-4 volte e mescolare fino a quando non si sarà tutto amalgamato. Unire in piccole quantità il resto del latte, secondo necessità. La quantità di latte varierà a seconda della densità di "Poi".  
 
Impastare a velocità media per 10 minuti o fino a ottenere un impasto liscio ed umido. Sarà pronto quando l'impasto si potrà toccare con le mani pulite senza che si attacchi alle dita. 

Dividerlo in 15 pezzi e dare la forma di pallina liscia. Coprire con carta forno una teglia e disporre le palline in 3 file da 5. Coprire con un canovaccio ed eventualmente una copertina e lasciare lievitare fino al raddoppio. Il tempo necessario varierà a seconda della temperatura e dell'umidità. 

Preriscaldare il forno a 180°C. Spennellare i rolls con un tuorlo e poco latte ed infornare per 20-25 minuti o fino a quando la parte superiore dei rolls diventa dorata. Lasciar raffreddare leggermente e ....... gustarli. 
 
(Ricetta elaborata da questo sito)

Poi hawaiano
Si pensa che "Poi" abbia avuto origine nelle Isole Marchesi, creato qualche tempo dopo l'insediamento dagli esploratori polinesiani. Quando il purè iniziò ad essere conosciuto come cibo anche in altre parti del Pacifico, il metodo di preparazione era molto rudimentale. Nella Polinesia occidentale l'amido cotto veniva schiacciato in una ciotola di legno usando un pestello improvvisato ricavato dal gambo di una foglia di cocco con diversi pioli di legno conficcati al suo interno. Le origini del "Poi" coincisero con lo sviluppo dei pestelli di basalto nelle isole Marchesi e presto si diffusero anche nella Polinesia orientale, ad eccezione della Nuova Zelanda e dell'Isola di Pasqua.
"Poi" era considerato molto importante e sacro per la vita quotidiana hawaiana perché la popolazione credeva che lo spirito di Hāloa, il leggendario antenato del popolo hawaiano, fosse presente quando una ciotola di "Poi" veniva portata a tavola per il consumo in famiglia. Di conseguenza, tutti i conflitti tra i membri della famiglia dovevano fermarsi immediatamente.
Sebbene molte persone nel mondo consumino taro, solo gli hawaiani producono "Poi". Gli hawaiani cuociono tradizionalmente il cuore amidaceo del tubero di taro in un forno sotterraneo chiamato imu, che viene utilizzato anche per la cottura di altri cibi come carne di maiale, carote e patate dolci (Tratto da Wkipedia). 
 
 
Come preparare "Poi" Hawaiano
 
3 o 4 taro
50 ml di acqua
 
Mettere taro in una bacinella con acqua e strofinare con uno spazzolino la parte esterna. Metterli a bollire in acqua con tutta la buccia e far cuocere fino a quando non diventino molto teneri.  Sbucciarli e schiacciarli su una piastra ruvida.
Con un mixer, frullare 140 g di purea di taro con 50 ml di acqua, deve diventare liscio e compatto. La quantità di acqua può variare a seconda della consistenza di Poi che si vuole ottenere  
(Ricetta da questo sito


 
***************************************
***************************************
 

 

domenica 10 aprile 2022

Pani pasquali nel mondo: Pashalnyy hleb (Pane pasquale russo)

Pashalnyy hleb (Pane pasquale russo)
Un giorno la nostra Cuochina (la mascotte di questo blog), guardando l'Atlante Geografico, è venuta fuori con una domanda da 100 punti: "Chissà com'è fatto il pane qua!" Puntando con l'indice un posto imprecisato dell'Atlante Geografico. Allora noi: Anna, Ornella e Nadia, le collaboratrici di sempre, siamo andate nel web alla ricerca di lievitati di altri "Mondi", trovato tante ricette, lingue sconosciute che abbiamo tradotto col traduttore Google (col rischio di aver capito fischi per fiaschi) e quindi rifatte attingendo anche alle nostre conoscenze acquisite con i lievitati.
La stessa cosa è successa a proposito dei lievitati in uso nel mondo nel periodo pasquale. Stesse domande e stessa nostra disponibilità

Nota per chi fosse tentato/a di cimentarsi: Facendoci pervenire la foto ed il link del lievitato rifatto, provvederemo ad inserire questi dati al fondo della ricetta stessa.
 
🌼🌼🌼Buona Pasqua a tutte/i 🌼🌼🌼
 
Siamo liete di presentare quanto da noi trovato e replicato al meglio delle nostre possibilità
Oggi presentiamo:
Pashalnyy hleb (Pane pasquale russo)

Questo rotolo di pasta frolla ha un ricco ripieno ed è una delizia pasquale del libro Easter Menu di Julia Vysotskaya, famosa conduttrice televisiva russa.
Basta solo il meraviglioso aspetto di questo rotolo per creare un'atmosfera festosa. L'impasto lievita molto bene ed è molto piacevole da lavorare, è morbido e malleabile. Il rotolo si forma facilmente. La cosa più interessante è fare i tagli al rotolo finito e scoprire tutto quello di cui è formata la farcia. (Ricetta tratta da questo sito)

Farcia
1 arancia
1 limone
2 manciate di mirtilli rossi disidratati
2 cucchiai di zucchero semolato
2 baccelli di cardamomo
2 chiodi di garofano
1/2 cucchiaino di cannella in polvere
1 pizzico di noce moscata
1 pizzico di vaniglia
2 manciate di pistacchi sgusciati
150 g burro

Ingredienti impasto
250 ml latte
50 g burro
470 g farina
50 g zucchero semolato
20 g lievito di birra fresco
1 pizzico di sale marino
1 tuorlo per spennellare

Preparazione
Versare il latte in un pentolino, aggiungere 50 g di burro degli ingredienti, preammorbidito, e scaldare finché il burro non si scioglie.

Preparare l'impasto: nella ciotola di una impastatrice, unire 450 g di farina, 50 g di zucchero, lievito di birra, sale e impastare il tutto a bassa velocità. Senza spegnere l'impastatrice, versare a filo il latte col burro. Lavorare l'impasto per circa 10 minuti.

Formare una palla con l'impasto, metterla in una ciotola profonda e coprire con un canovaccio umido. Mettere in un luogo caldo per la lievitazione.
 

Preparazione della farcia: Grattugiare finemente la scorza di arancia e limone, spremere il succo dei due agrumi.
Mettere i mirtilli rossi in un pentolino, versare il succo di arancia e limone, aggiungere tutta la scorza grattugiata, i due cucchiai di zucchero e scaldare sul fuoco per ridurre della metà il liquido.·
Schiacciare i baccelli di cardamomo, togliere i semi e pestarli nel mortaio insieme ai chiodi di garofano, quindi aggiungere la cannella, la noce moscata, la vaniglia e amalgamare il tutto.Nel mortaio unire i pistacchi insieme alle spezie e tritarli in modo che rimangano dei pezzi grossi.

In una ciotola unire 150 g di burro preammorbidito con i pistacchi e le spezie. Strizzare leggermente i mirtilli rossi, aggiungerli nella ciotola e mescolare il tutto.

Spolverare il piano di lavoro con la farina rimasta (20g) e stendere la pasta lievitata in uno strato spesso non più di 1 cm
Mettere il ripieno al centro della sfoglia e spalmarlo, lasciando un bordo libero lungo tutti i lati.

Arrotolare e collegare le estremità del rotolo per formare un anello, pizzicando le giunture per saldare bene.
Foderare una teglia con carta forno, trasferire l'anello, coprire con un canovaccio caldo umido e lasciare riposare per 20 minuti.
Sbattere il tuorlo con una forchetta e ungere la parte superiore dell'anello. 
Con un coltello affilato fare ogni 2-3 cm dei tagli obligui all'anello, senza tagliare fino in fondo, in modo da ottenere dei “petali”. Allargare i "petali" e inclinarli leggermente da un lato.

Cuocete in forno preriscaldato a 200°C per 15 minuti, poi abbassate la temperatura a 180°C e cuocete per altri 15-20 minuti 

Questa meravigliosa ricetta è l'ultima della serie "Pani pasquali nel mondo" per il 2022. Ci auguriamo che anche le ricette pasquali proposte in quest'ultimo periodo siano state gradite.

Auguriamo a tutti una Santa Pasqua che porti pace e serenità nel mondo!

 
***************************************
***************************************