Pani nel mondo: Mosbolletjies (Città del Capo-Sudafrica)
Un giorno la nostra Cuochina (la mascotte di questo blog), guardando l'Atlante Geografico, è venuta fuori con una domanda da 100 punti: "Chissà com'è fatto il pane qua!" Puntando con l'indice un posto imprecisato dell'Atlante Geografico. Allora noi: Anna, Ornella e Nadia, le collaboratrici di sempre, siamo andate nel web alla ricerca di lievitati di altri "Mondi", trovato tante ricette, lingue sconosciute che abbiamo tradotto col traduttore Google (col rischio di aver capito fischi per fiaschi) e quindi rifatte attingendo anche alle nostre conoscenze acquisite con i lievitati.
Noi ci siamo divertite molto sia a cercare che a realizzare alcune delle innumerevoli ricette che invadono il web.
Noi ci siamo divertite molto sia a cercare che a realizzare alcune delle innumerevoli ricette che invadono il web.
Nota per chi fosse tentato/a di cimentarsi: Facendoci pervenire la foto ed il link del lievitato rifatto, provvederemo ad inserire questi dati al fondo della ricetta stessa.
Siamo liete di presentare quanto da noi trovato e replicato al meglio delle nostre possibilità
Oggi presentiamo:
Mosbolletjies (Città del Capo-Sudafrica)
Mosbolletjies è un tradizionale pane afrikaner o olandese del Capo, prodotto nelle zone vinicole della provincia del Capo Occidentale in Sudafrica. Il nome è di origine afrikaans ed è una combinazione di mos (in afrikaans significa succo d'uva parzialmente fermentato) e bolletjies (in afrikaans "palle" o "panini"). I Mosbolletjies possono essere essiccati per farne biscotti, sono in genere serviti con tè o caffè.
Il panino ha avuto origine dai rifugiati ugonotti francesi che si stabilirono nella città di Franschhoek nel 1688 e introdussero la viticoltura nella regione. I Mosbolletjies venivano solitamente preparati durante la stagione della vinificazione, quando il suo ingrediente chiave, il succo d'uva, era facilmente reperibile.
Come abitudine, il mosto d'uva rimasto dalla produzione del vino veniva utilizzato come agente lievitante ed unito all'impasto. Si aggiungevano spezie come l'anice e l'impasto mescolato veniva poi cotto. Nei tempi moderni, al posto del mosto d'uva si usano succo d'uva e lievito.
L'impasto dei panini viene arrotolato in palline e pressato strettamente in una teglia da forno, creando una serie di rigonfiamenti regolari che, una volta cotti, rendono i singoli pezzi facili da staccare.
(Tratto da Wikipedia)
In genere i mosbolletjies si mangiano spalmati di burro e miele, ma anche con confettura di uva o altre marmellate di frutta.
Il panino ha avuto origine dai rifugiati ugonotti francesi che si stabilirono nella città di Franschhoek nel 1688 e introdussero la viticoltura nella regione. I Mosbolletjies venivano solitamente preparati durante la stagione della vinificazione, quando il suo ingrediente chiave, il succo d'uva, era facilmente reperibile.
Come abitudine, il mosto d'uva rimasto dalla produzione del vino veniva utilizzato come agente lievitante ed unito all'impasto. Si aggiungevano spezie come l'anice e l'impasto mescolato veniva poi cotto. Nei tempi moderni, al posto del mosto d'uva si usano succo d'uva e lievito.
L'impasto dei panini viene arrotolato in palline e pressato strettamente in una teglia da forno, creando una serie di rigonfiamenti regolari che, una volta cotti, rendono i singoli pezzi facili da staccare.
(Tratto da Wikipedia)
In genere i mosbolletjies si mangiano spalmati di burro e miele, ma anche con confettura di uva o altre marmellate di frutta.
Noi, alla polpa dell'uva da cui abbiamo estratto il succo d'uva, abbiamo aggiunto zucchero e succo di limone ad occhiometro e fatta cuocere per 30 minuti circa, e ne è venuta fuori una gustosissima confettura d'uva.
Ingredienti per 12 panini:
90 ml succo d'uva
120 ml latte
60 ml acqua
90 ml succo d'uva
120 ml latte
60 ml acqua
2 g (1/2 cucchiaino) lievito secco
300 g farina debole
200 g farina di forza
30 g zucchero semolato
8 g semi di anice
1 uovo
7 g sale
80 g burro a t.a.
200 g farina di forza
30 g zucchero semolato
8 g semi di anice
1 uovo
7 g sale
80 g burro a t.a.
per spennellare
1/2 tuorlo d'uovo
2 cucchiai di latte
Procedimento
Unire insieme succo d'uva, latte, acqua e far riscaldare, lasciare intiepidire ed aggiungere il lievito secco, mescolare con una frusta, coprire e lasciar riposare per 10 ~ 15 minuti.
Nella ciotola della planetaria unire i due tipi di farine setacciate, zucchero e semi d'anice,
mescolare e fare la fontana in cui inserire il lievito con i liquidi e l'uovo.
Mescolare fino a quando l'impasto si incorda, quindi aggiungere, sempre mescolando, il burro diviso in piccole porzioni, ed il sale.
Arrotondare l'impasto e trasferirlo in una ciotola leggermente imburrata, coprire con pellicola per alimenti e con un canovaccio e far lievitare fino al raddoppio.
Durante la lievitazione fare delle pieghe a tre all'impasto ogni 30 minuti per due volte, quindi lasciar raddoppiare.
Spostarlo su un piano di lavoro leggermente infarinato, dividere in 12 pezzi da 70g l'uno ed arrotondarli, coprirli con pellicola leggermente unta e canovaccio e far riposare per 10 ~ 15 minuti. Rivestire con carta forno una teglia rettangolare 24x20 cm.
Trasferire nella teglia le palline in tre file per quattro. Coprire con pellicola unta e con il canovaccio e far lievitare fino al raddoppio.
Spennellare le palline con uovo e latte sbattuti insieme e far cuocere in forno preriscaldato a 180°C per 30 ~ 35 minuti o fino a doratura. Controllare la cottura del fondo del pane, se non è ben cotto, toglierlo delicatamente dalla teglia, appoggiarlo su una griglia, coprire la parte superiore con carta forno e far cuocere per altri 10 minuti.
Eccolo nel suo splendore! (Ricetta di riferimento qui)
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