Pani nel mondo: Le cramique belge
Un giorno la nostra Cuochina (la mascotte di questo blog), guardando l'Atlante Geografico, è venuta fuori con una domanda da 100 punti: "Chissà com'è fatto il pane qua!" Puntando con l'indice un posto imprecisato dell'Atlante Geografico. Allora noi: Anna, Ornella e Nadia, le collaboratrici di sempre, siamo andate nel web alla ricerca di lievitati di altri "Mondi", trovato tante ricette, lingue sconosciute che abbiamo tradotto col traduttore Google (col rischio di aver capito fischi per fiaschi) e quindi rifatte attingendo anche alle nostre conoscenze acquisite con i lievitati.
Noi ci siamo divertite molto sia a cercare che a realizzare alcune delle innumerevoli ricette che invadono il web.
Noi ci siamo divertite molto sia a cercare che a realizzare alcune delle innumerevoli ricette che invadono il web.
Nota per chi fosse tentato/a di cimentarsi: Facendoci pervenire la foto ed il link del lievitato rifatto, provvederemo ad inserire questi dati al fondo della ricetta stessa.
Siamo liete di presentare quanto da noi trovato e replicato al meglio delle nostre possibilità
Le cramique (o kramiek in fiammingo) è una brioche belga ripiena di uvetta. È una ricetta originaria delle tre regioni del Belgio: Fiandre, Vallonia e Bruxelles Capitale, ma anche del nord della Francia e del Lussemburgo.
L'origine della parola cramique risale al 1257 a Nivelles (città francofona del Belgio), dove il termine "cremmiche" veniva utilizzato presso l'abbazia per quantificare la farina o il pane. Più semplicemente si riferiva a una pagnotta fatta con 28 once e mezza di farina, che era lo stesso peso del pane che se ne ricavava.
Il termine "cramique" appare nel 1831 in un Manuale di raccolta completa delle locuzioni più vagamente viziose, si legge: "Cramique: - Questa parola non è francese. Ma l'autore del manuale non ha fatto alcuno sforzo per localizzarla.
Esiste un dibattito sul genere della parola "cramique", se maschile o femminile. Léon Daudet (scrittore francese), in un'opera del 1930 racconta del suo soggiorno a Bruxelles dove scrisse: "Una prelibatezza nazionale è la cramique, tra la brioche e il pane, e che fa miracoli nel cioccolato e nel caffè latte". Si dovrebbe dire "le cramique " e non " la " come si sente o si legge a volte! In realtà è una contrazione, perché in fiammingo si dice anche " le pain cramique" o "kramiek brood".
Si consuma generalmente a colazione e come spuntino, il più delle volte a fette con burro e marmellata. Viene anche servito liscio o per accompagnare il foie gras, dopo aver grigliato le fette. Deve il suo successo alla combinazione tra la morbidezza del suo impasto e l'uvetta con cui è ripieno. (notizie tratte da Wikipedia e dal web)
L'origine della parola cramique risale al 1257 a Nivelles (città francofona del Belgio), dove il termine "cremmiche" veniva utilizzato presso l'abbazia per quantificare la farina o il pane. Più semplicemente si riferiva a una pagnotta fatta con 28 once e mezza di farina, che era lo stesso peso del pane che se ne ricavava.
Il termine "cramique" appare nel 1831 in un Manuale di raccolta completa delle locuzioni più vagamente viziose, si legge: "Cramique: - Questa parola non è francese. Ma l'autore del manuale non ha fatto alcuno sforzo per localizzarla.
Esiste un dibattito sul genere della parola "cramique", se maschile o femminile. Léon Daudet (scrittore francese), in un'opera del 1930 racconta del suo soggiorno a Bruxelles dove scrisse: "Una prelibatezza nazionale è la cramique, tra la brioche e il pane, e che fa miracoli nel cioccolato e nel caffè latte". Si dovrebbe dire "le cramique " e non " la " come si sente o si legge a volte! In realtà è una contrazione, perché in fiammingo si dice anche " le pain cramique" o "kramiek brood".
Si consuma generalmente a colazione e come spuntino, il più delle volte a fette con burro e marmellata. Viene anche servito liscio o per accompagnare il foie gras, dopo aver grigliato le fette. Deve il suo successo alla combinazione tra la morbidezza del suo impasto e l'uvetta con cui è ripieno. (notizie tratte da Wikipedia e dal web)
Ingredienti
Uvetta macerata
100 g di uvetta
30 g di acqua bollente
Impasto
200 g di farina per pane
20 g di zucchero semolato
40 g di latte a t.a.
80 g di uova
60 g di pasta madre liquida (licoli)
6 g di lievito di birra
A fine impasto
80 g di burro
130 g di uvetta macerata
4 g di sale
Stampo rettangolare 20x10x10cm
60 g di pasta madre liquida (licoli)
6 g di lievito di birra
A fine impasto
80 g di burro
130 g di uvetta macerata
4 g di sale
Stampo rettangolare 20x10x10cm
Preparazione
Mettere in ammollo l'uvetta nell'acqua bollente, quando si sarà gonfiata, scolare l'acqua ed asciugare con carta da cucina. Tenere da parte.
Nella ciotola della planetaria inserire la farina setacciata e lo zucchero, mescolare con una spatola e fare la fontana. Versare al centro il latte, le uova, licoli rinfrescato ed il lievito di birra e mescolare con la spatola per far amalgamare i due lieviti con i liquidi. Con il gancio per impasto, mescolare a velocità media fino a incordatura, cioè fino a quando l'impasto si avvolge al gancio e la ciotola resta pulita.
Nella ciotola della planetaria inserire la farina setacciata e lo zucchero, mescolare con una spatola e fare la fontana. Versare al centro il latte, le uova, licoli rinfrescato ed il lievito di birra e mescolare con la spatola per far amalgamare i due lieviti con i liquidi. Con il gancio per impasto, mescolare a velocità media fino a incordatura, cioè fino a quando l'impasto si avvolge al gancio e la ciotola resta pulita.
Aggiungere il burro a pezzi e farlo incorporare poco per volta a bassa velocità, quindi unire l'uvetta sgocciolata e leggermente infarinata ed il sale.
Spostare l'impasto sul piano lavoro leggermente infarinato, fare delle pieghe ed arrotondare formando una palla.
Trasferire in un contenitore, coprire e lasciar lievitare fino al raddoppio in un posto caldo. Nel frattempo, spennellare l'interno dello stampo con del burro e spolverare della farina (non inclusi negli ingredienti).
Riportare l'impasto lievitato sul piano lavoro leggermente infarinato, sgonfiarlo delicatamente e farlo rotolare avanti e indietro con entrambe le mani fino a formare un salsicciotto della lunghezza dello stampo. Trasferirlo nello stampo e far lievitare fino al raddoppio, coperto con un canovaccio. Preriscaldare il forno a 180°C.
Prima di infornare, spennellare l'impasto con dell'uovo sbattuto (non incluso negli ingredienti), poi dare dei tagli a croce obliqui (2 croci per formare un rombo al centro). Cuocere in forno per 30 minuti o fino a quando diventa dorato.
Sformare e lasciare raffreddare su una griglia prima di affettarlo.
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