domenica 23 settembre 2018

Quanti modi di panificare nel mondo: Karee Pan o Curry Bread

Karee Pan o Curry Bread Japan

Sarà il tempo strampalato, il buco dell'ozono, oppure l'avanzare degli anni della Cuochina, il fatto è che è super eccitata, con la testa che le fuma, piena di tante idee, vorrebbe mettere le mani in pasta in qualsiasi momento ed in ogni dove a prescindere dai risultati. Recentemente, guardando l'Atlante Geografico, è venuta fuori con una domanda da 100 punti: "Chissà com'è fatto il pane qua!" Puntando con l'indice un posto imprecisato dell'Atlante Geografico.
E allora.... l'esuberanza della Cuochina per questo progetto su chi si è riversata? Ma su di noi! Le sue collaboratrici di sempre! Abbiamo spulciato nel web alla ricerca di lievitati di altri Mondi, trovato tante ricette, lingue sconosciute che abbiamo tradotto col traduttore Google (col rischio di aver capito fischi per fiaschi) e quindi rifatte attingendo anche alle nostre conoscenze acquisite con i lievitati.
Abbiamo aderito al progetto della Cuochina sia per il nostro personale piacere che per rendere partecipi le nostre amiche cuochine che ci seguono nelle nostre scorribande culinaria da anni e anni, dell'esistenza di tantissimi modi di panificare.
Al piacere di tutti noi di farli e rifarli ogni volta che ce ne viene voglia. Queste ricette avranno la tag "Pane nel Mondo"
Nota per chi fosse tentato/a di cimentarsi: Facendoci pervenire la foto ed il link del lievitato rifatto, provvederemo ad inserire questi dati al fondo della ricetta stessa.
Siamo liete di presentare quanto da noi trovato e replicato al meglio delle nostre possibilità   

Oggi presentiamo Karee Pan o Curry Bread Japan
 Panini fritti ed al forno
Il Pane al curry (カレーパン karē pan) è tipico della panificazione giapponese. L'intingolo al curry giapponese viene inserito nell'impasto, ben sigillato e ricoperto di pan grattato e quindi viene fritto.
È anche possibile la cottura al forno. Viene normalmente acquistato nei panifici e nei konbini (convenience store/piccolo supermercato aperto 24 ore). (tratto da Wikipedia)

Ingredienti
Per il pane
180 g di farina di forza
20 g di farina debole
20 g di zucchero
2 g di sale
3 g di lievito secco
140 g di latte
30 g di burro morbido
1 tazza di pangrattato
1/2 uovo e poca acqua
Ripieno al curry
2 porri
2 melanzane
2 cucchiai d'olio evo
2 cucchiai di vino bianco
2 cubetti di roux di curry giapponese

Preparazione
In una piccola ciotola mescolare il lievito secco, 60 g di latte e 20 g di zucchero, coprire e mettere da parte per 10 minuti a lievitare.
Nella ciotola della planetaria unire le farine, il sale e mescolare, fare la fontana e al centro aggiungere i liquidi: il lievito e il restante latte, amalgamare bene fino a formare un impasto morbido o fino a quando diventa liscio ed elastico.
Sempre mescolando, aggiungere il burro morbido e continuare fino a quando il burro è ben inglobato e la pasta diventa liscia e setosa.
Mettere l'impasto in una ciotola leggermente unta, coprire e mettere in un luogo caldo per 1 ora o fino al suo raddoppio.
Nel frattempo, prepara il curry: Affettare il porro e tagliare a dadini le melanzane, in una padella versare l'olio e far appassire le verdure, sfumare col vino e quando evapora, unire un bicchiere d'acqua e far ammorbidire le verdure. Aggiungere i 2 cubetti di curry roux giapponese e far sciogliere. Il curry deve asciugarsi bene per evitare che fuoriesca dai panini. Far raffreddare.
Dividere l'impasto in 8 pezzi da circa 50 g, stendere in una forma ovale, inserire 20 g di curry, piegare a libro e pizzicare i bordi per sigillare bene il panino. Passarlo dentro la ciotola contenente uovo e acqua e subito dopo nel pangrattato. Continuare così per tutti i panini.

Allinearli su una teglia rivestita da carta forno, coprire con un panno umido pulito e mettere a lievitare per circa un'ora o fino al raddoppio delle dimensioni. Preriscaldare il forno a 180 gradi e cuocere per 15 minuti.
 Nel caso della versione fritta, cuocerli in olio abbastanza caldo e far dorare da tutte le parti.
La quantità totale del ripieno al curry potrebbe essere troppa, la parte restante si può usare spalmato su fette di pane appena abbrustolito. 

Note:

Il ripieno al curry della ricetta originale è questa:
Ingredienti: Olive oil, Curry filling, 100 g beef mince, 3 potato, 1 carrot, 1 onion, 1 clove garlic,
250 ml water, 70 g store bought Japanese curry roux, 1 tsp garam massala

Tagliare finemente la carota, la cipolla e l'aglio. Sbucciare e tagliare le patate a pezzi regolari e cuocere al microonde fino a renderla morbida, per fare il purè di patate. Tenere da parte.
Scaldare l'olio d'oliva in una padella e cuocere la cipolla, la carota e l'aglio sino a renderli morbidi, aggiungere nella padella la carne macinata e far cuocere. Aggiungere acqua nella padella e portare ad ebollizione. Abbassare il fuoco e aggiungere il curry roux, mescolare e farlo sciogliere.
Aggiungere la purea di patate e cuocere a fuoco lento fino a quando il ripieno non si addensa.


- Questi sono gli ingredienti della ricetta originale:
Bread Roll
180 g Baker's Flour
20 g Plain flour
20 g sugar
2 g salt
3 g dry yeast
140 g milk
30 g butter
1 cup bread crumbs
Olive oil spray
Curry filling
100 g beef mince
3 potato
1 carrot
1 onion
1 clove garlic
250 ml water
70 g store bought Japanese curry roux
1 tsp garam massala


domenica 9 settembre 2018

Quanti modi di fare e rifare Strascinate coi peperoni cruschi

Foto e ricetta della Cuochina - Strascinate coi peperoni cruschi

Eccoci tornate di nuovo insieme dopo questo lungo intervallo, ci auguriamo che durante tutto il periodo delle vacanze ci siano stati solo eventi bellissimi! Forse il caldo sarà stato insopportabile, ma.... in estate succede ;)
Comunque, in qualsiasi condizione atmosferica, per noi è sempre bello ritrovarci per realizzare il meraviglioso Menù della Cuochina del 2018! Un menù con tanti primi della cucina italiana ricco di bellissime ricette. 
Per l'incontro odierno abbiamo in programma una ricetta lucana: Strascinate coi peperoni cruschi. Qui la versione della Strascinate coi peperoni cruschi proposta dalla Cuochina il 19 febbraio 2017 come quinta ricetta del Menù 2018 e qui come fare i "peperoni cruschi" home made
Siamo sempre in compagnia della nostra meravigliosa combriccola delle Cuochine, capeggiate da Cuochina, Anna e Ornella. Ci auguriamo che a noi si uniscano altre ed altri "grembiuli dipendenti" perché un proverbio dice: più siamo meglio è!
Vi aspettiamo!
Anche questo anno il Menù 2018 è molto ricco di sorprese. Come di sicuro avrete notato, dal 27 novembre 2016 la nostra Cuochina ha deciso di iniziare un nuovo ciclo di ricette con la tag "I Primi della Cucina Italiana" perché ha notato che nel libro “ le Ricette Regionali Italiane” edito da Solares, ci sono tantissimi ottimi primi piatti, conosciuti, molto conosciuti, completamente sconosciuti, nella cucina tradizionale italiana, ed ha pensato di riportarli agli onori della ribalta. 
Tutti questi undici primi piatti regionali fanno parte del menù del 2018 ideato dalla nostra Cuochina. Ci auguriamo che siano di vostro gradimento.
La Cuochina si è data da fare tantissimo per preparare tutte queste bellissime ricette della tradizione culinaria italiana, che ha riveduto e leggermente modificato a suo personale gusto, e le ha pubblicate corredandole con delle foto abbastanza esplicative.
 Breve promemoria
- La data e l'ora di pubblicazione è la seconda domenica del mese alle 9:00 ora italiana
- Chiediamo cortesemente di usare un titolo unico, e cioè: Quanti modi di fare e rifare XXX (titolo ricetta) oppure XXX (titolo ricetta) per Quanti modi di fare e rifare
- Ed anche di farci pervenire, entro il venerdì sera precedente al nostro incontro mensile, la foto formato 800x600 oppure 600x800 ed il permalink del post relativo. Grazie!

Le nostre realizzazioni
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Il prossimo appuntamento è per la seconda domenica di ottobre 2018,
giorno 14, alle ore 9:00
Prepareremo questa gustosissima ricetta:  Maccheroni alla bolognese
la ricetta dell'Emilia Romagna del Menù 2018 della Cuochina


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Come sempre ricordiamo che
ci sono i pdf con tutte le ricette dal 2011 al 2017
da sfogliare, oppure da richiedere (vedere qui)    
 e che ci possiamo incontrare su Facebook
e su twitter

Vi aspettiamo!


domenica 2 settembre 2018

Quanti modi di panificare nel mondo: Flatkaka, Icelandic rye bread

Flatkaka, Icelandic rye bread (Islanda)

Sarà il tempo strampalato, il buco dell'ozono, oppure l'avanzare degli anni della Cuochina, il fatto è che è super eccitata, con la testa che le fuma, piena di tante idee, vorrebbe mettere le mani in pasta in qualsiasi momento ed in ogni dove a prescindere dai risultati. Recentemente, guardando l'Atlante Geografico, è venuta fuori con una domanda da 100 punti: "Chissà com'è fatto il pane qua!" Puntando con l'indice un posto imprecisato dell'Atlante Geografico.
E allora.... l'esuberanza della Cuochina per questo progetto su chi si è riversata? Ma su di noi! Le sue collaboratrici di sempre! Abbiamo spulciato nel web alla ricerca di lievitati di altri Mondi, trovato tante ricette, lingue sconosciute che abbiamo tradotto col traduttore Google (col rischio di aver capito fischi per fiaschi) e quindi rifatte attingendo anche alle nostre conoscenze acquisite con i lievitati.
Abbiamo aderito al progetto della Cuochina sia per il nostro personale piacere che per rendere partecipi le nostre amiche cuochine che ci seguono nelle nostre scorribande culinaria da anni e anni, dell'esistenza di tantissimi modi di panificare.
Al piacere di tutti noi di farli e rifarli ogni volta che ce ne viene voglia. Queste ricette avranno la tag "Pane nel Mondo"
Nota per chi fosse tentato/a di cimentarsi: Facendoci pervenire la foto ed il link del lievitato rifatto,  provvederemo ad inserire questi dati al fondo della ricetta stessa.

Siamo liete di presentare quanto da noi trovato e replicato al meglio delle nostre possibilità
 
Oggi presentiamo: Flatkaka, Icelandic rye bread (Islanda)
La segale è un cereale antico,  molto usato nei  paesi nordici. Questo dipende dal fatto che la sua coltivazione si adatta molto bene al clima freddo.
Anche se la farina di segale si può trovare in ogni parte del mondo, noi mediterranei siamo poco abituati ad usarla nel pane, ed è un vero peccato perché ha molte proprietà salutari per il nostro organismo. Flatkaka inizialmente erano preparate solo con acqua e farina di segale.
Ricetta islandese elaborata da questo sito

Ingredienti
200 g farina di segale
100  g farina di forza
mezzo cucchiaino di bicarbonato di sodio
5 g di sale
2 e mezzo-3 dl di acqua bollente

Setacciare insieme le farine ed il bicarbonato. Aggiungere il sale e l'acqua bollente un po' alla volta per avere la giusta consistenza. Mescolare con una spatola ed appena l'impasto si presta ed essere maneggiato con le mani, senza scottarsi, impastare per qualche minuto. Dividere l'impasto e formare delle palline (noi ne abbiamo ottenuto circa 10). Tirare una sfoglia rotonda con matterello, se si vuole fare un cerchio perfetto usare un piatto da dolci per tagliare bene i contorni.

Bucherellare qua e là con la forchetta, e sistemarle una sopra l'altra. Per evitare che si attacchino una con l'altra usare dei fogli di carta da forno tra le sfoglie. Scaldare una padella antiaderente, o come si consiglia in rete, una padella di ghisa, cuocere flatkaka per qualche minuto da entrambe le parti.

Una volta cotte, immergerle subito nell'acqua fredda, toglierle dall'acqua e sistemarle avvolte da un canovaccio umido.

Questo video ci ha aiutato molto per capire il procedimento.

Chi ha provato a fare questo Flatkaka?


domenica 26 agosto 2018

Ricette dal mondo: Ramen freddi con petto di pollo e peperoni verdi

La nostra indaffarata Cuochina ha chiesto una mano alle sue aiutanti di sempre, Cuochina Anna e Cuochina Ornella, per preparare un menù speciale per Quanti modi di fare e rifare del 2019 con ricette "made in Japan (Giappone)" e "made in Norway (Norvegia)". Oggi è la volta di una ricetta giapponese (Niwatori mune niku to pīman no hiyashi chūka) Ramen freddi con petto di pollo e peperoni verdi
Tutte le ricette sono state prese da siti molto frequentati nei rispettivi Paesi ed il più delle volte sono corredate da filmati esplicativi anche se in lingua madre.
Le nostre due Cuochine hanno tradotto e preparato ognuna di queste ricette per agevolare, e dar modo di ampliare, il personale orizzonte culinario, sperando di fare cosa gradita a chi si accompagna ogni mese a noi nelle nostre scorribande in cucina sotto la bandiera di "Quanti modi di fare e rifare", ma anche a chi ci segue sui vari social, a volte anche senza che si palesi.
Dal 19 novembre 2017 fino al 30 settembre 2018, una volta al mese, in questo blog, con la tag "Ricette dal mondo" verrà pubblicata una ricetta, alternandone una giapponese ad una norvegese, che entreranno a far parte del Menù 2019 di Quanti modi di fare e rifare.    
La pubblicazione di queste ricette avverrà un anno prima in confronto alla data del menù, per dar modo, a chi volesse, di prendere confidenza con nuovi ingredienti e diversi tipi di cottura, prima di cimentarci tutti insieme durante i favolosi incontri mensili nelle cucine di questi Paesi che ospitano le nostre due Cuochine.
................  Pronti?
 

(Niwatori mune niku to pīman no hiyashi chūka)    
Ramen freddi con petto di pollo e peperoni verdi
 

Per 2 porzioni
1 petto di pollo (200 g)
1 cucchiaio di sake
1 cucchiaio di fecola di patate
2 porzioni di spaghetti cinesi (ramen)
2 peperoni verdi
1 cucchiaio di olio di sesamo
Un po’ di sale e pepe
salsa agrodolce
50cc di acqua
2 cucchiai di zucchero
1/4 cucchiaino di sale
50cc aceto di riso
50cc salsa di soia

Preparazione
1. In una pentola, far cuocere gli spaghetti cinesi (ramen) in acqua in ebollizione,  per il tempo riportato nella confezione, quindi travasare in un colino e far raffreddare sotto l’acqua corrente. Far sgocciolare e tenere da parte.
Preparare la salsa agrodolce versando in una ciotola gli ingredienti contrassegnati con e mescolare.
2. Dividere a metà i peperoni verdi, togliere i semi e tagliare a pezzi.
3. Tagliare anche il pollo a pezzi e travasare in una ciotola; aggiungere fecola, sake e mescolare con le mani.
4. Versare l'olio di sesamo in una padella e far riscaldare, trasferire i pezzi di pollo e far soffriggere sino a quando il pollo diventa ben rosolato.
5. Aggiungere nella padella i peperoni e far soffriggere, quando saranno appassiti, salare e pepare. Travasare in un piatto gli spaghetti cinesi, versare sopra la salsa agrodolce ed aggiungere il pollo ed i peperoni. Mescolare e mangiare.
Note
- Usare una padella antiaderente per soffriggere il pollo ed i peperoni, per evitare che si attacchino sul fondo.  
- Il tempo di cottura degli spaghetti cinesi è quello riportato sulla confezione, ci vogliono circa 3 minuti.


La prossima "ricetta dal mondo" sarà norvegese e verrà pubblicata il 30/09/2018
A presto!



domenica 19 agosto 2018

Quanti modi di panificare nel mondo: Pane Borodinsky

Pane Borodinsky (Russia)

Sarà il tempo strampalato, il buco dell'ozono, oppure l'avanzare degli anni della Cuochina, il fatto è che è super eccitata, con la testa che le fuma, piena di tante idee, vorrebbe mettere le mani in pasta in qualsiasi momento ed in ogni dove a prescindere dai risultati. Recentemente, guardando l'Atlante Geografico, è venuta fuori con una domanda da 100 punti: "Chissà com'è fatto il pane qua!" Puntando con l'indice un posto imprecisato dell'Atlante Geografico.
E allora.... l'esuberanza della Cuochina per questo progetto su chi si è riversata? Ma su di noi! Le sue collaboratrici di sempre! Abbiamo spulciato nel web alla ricerca di lievitati di altri Mondi, trovato tante ricette, lingue sconosciute che abbiamo tradotto col traduttore Google (col rischio di aver capito fischi per fiaschi) e quindi rifatte attingendo anche alle nostre conoscenze acquisite con i lievitati.
Abbiamo aderito al progetto della Cuochina sia per il nostro personale piacere che per rendere partecipi le nostre amiche cuochine che ci seguono nelle nostre scorribande culinaria da anni e anni, dell'esistenza di tantissimi modi di panificare.
Al piacere di tutti noi di farli e rifarli ogni volta che ce ne viene voglia. Queste ricette avranno la tag "Pane nel Mondo"
Nota per chi fosse tentato/a di cimentarsi: Facendoci pervenire la foto ed il link del lievitato rifatto,  provvederemo ad inserire questi dati al fondo della ricetta stessa.

Siamo liete di presentare quanto da noi trovato e replicato al meglio delle nostre possibilità  

Oggi presentiamo il Pane Borodinsky
Il pane Borodinsky, deliziosamente profumato e dal color cioccolato, apparve per la prima volta, sui banchi delle panetterie sovietiche, nel 1933.
Non è chiaro chi abbia avuto l'idea di fare questo pane, ma la più plausibile vuole che sia stata una suora del monastero di Spaso-Borodinsky. 
Margarita Tuchkov, vedova di un generale morto durante la battaglia di Borodinsky, prese i voti, fece costruire il monastero nel punto dove si presume fosse caduto il marito, e ne divenne badessa. Insieme alle consorelle, fecero questo lievitato commemorativo in memoria del suo consorte e di altri soldati morti.
L’ingrediente principale è la farina di segale a cui vanno aggiunti il malto rosso di segale (introvabile per noi) i semi di coriandolo e cumino. La preparazione con lievito naturale, leggendo di qua e di là in rete, sembra molto lunga e laboriosa, noi abbiamo, per il momento, preferito fare la versione veloce, col lievito di birra.
La ricetta originale che si trova in questo sito è in lingua russa.
Il pane è squisito, profumato e molto soffice.

Ingredienti
300 g di farina di segale
170 g di farina per il pane (farina di forza)
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaio di miele
15 g di lievito di birra fresco (5 g lievito di birra secco)
1 cucchiaio di olio vegetale
400 ml di acqua
2 cucchiai di malto di segale (estratto di malto per noi)
1 cucchiaio di semi di cumino e coriandolo

Mettere in una ciotola il malto, versare 150 ml di acqua bollente, mescolare e lasciare raffreddare a temperatura ambiente. In un altro contenitore versare 150 ml di acqua calda, sciogliere il miele e poi il lievito, mescolare e tenere in luogo caldo finché non sarà pieno di bolle.

Setacciare le farine insieme e metterle in una ciotola, fare un buco al centro e versarvi il lievito, il malto, l'olio e l'acqua rimanente.

Mescolare con una spatola ed unire il sale. L'impasto è molto idratato ma continuando ad impastarlo sulla spianatoia con l'aiuto della spatola e di un po' di farina di segale, si potrà ottenere un impasto abbastanza gestibile.

Mettere l'impasto in un'altra ciotola, coprire e lasciare lievitare fino al raddoppio.

Foderare uno stampo da pane in cassetta con carta da forno, mettere l'impasto, cospargerlo con semi di coriandolo (scovati al super qualche giorno dopo aver fatto il pane) e di cumino.

Coprire e lasciare lievitare fino al raddoppio.
Cuocere in forno preriscaldato per 40 minuti a 180°C. Aspettare circa due ore prima di gustarlo.

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